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Il Lagotto non è un cane da divano

  • Selene Spinosa
  • 24 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Bisogni reali, frustrazione e responsabilità



Il riposo arriva quando i bisogni sono soddisfatti.
Il riposo arriva quando i bisogni sono soddisfatti.


Negli ultimi anni il Lagotto Romagnolo è diventato un cane sempre più diffuso. Bello, riccio, intelligente, spesso descritto come “adatto a tutti”. Ed è proprio qui che nasce uno dei problemi più grandi.


Il Lagotto non è un cane da divano.Può vivere in casa, certo. Può essere un ottimo cane di famiglia. Ma non è un cane che può essere privato dei suoi bisogni senza conseguenze.


Questo articolo nasce per fare chiarezza, prima che arrivino incomprensioni, frustrazioni e aspettative sbagliate.



Un cane selezionato per fare


Il Lagotto Romagnolo non nasce come cane da compagnia. È stato selezionato per lavorare, per cercare, per collaborare con l’uomo in ambienti complessi come il bosco. Questo significa una cosa molto semplice:ha bisogno di usare il corpo e la mente.


Quando questi bisogni vengono ignorati o sottovalutati, il cane non diventa “più tranquillo”. Diventa frustrato.


Anche vivere in appartamento è possibile, se i bisogni vengono rispettati


La nostra esperienza personale lo dimostra chiaramente.I nostri primi Lagotti hanno vissuto anche in un piccolo appartamento, vicino al mare. Non avevamo grandi spazi a disposizione, ma avevamo uno stile di vita attivo, tempo da dedicare e una forte presenza nella quotidianità del cane.


Fin da subito abbiamo cercato di appagare i suoi bisogni reali, non solo di “tenerlo buono”. Uscite regolari, movimento, stimoli mentali, tempo condiviso, bosco ogni volta che era possibile. Questo equilibrio tra vita in casa e attività all’esterno ci ha permesso di crescere cani sereni, stabili ed equilibrati, nonostante l’assenza di grandi spazi domestici.


Questo per dire una cosa molto importante:

non è la casa in sé a fare la differenza, ma come si vive con il cane.


La frustrazione non è cattiva educazione

Molti comportamenti considerati “problemi” sono in realtà segnali:

  • iperattività

  • difficoltà a rilassarsi

  • distruttività

  • abbaio eccessivo

  • scarsa capacità di concentrazione

  • richiesta continua di attenzione

Spesso non è mancanza di regole, ma mancanza di soddisfazione.Un Lagotto che non può fare, inventa.



Stanchezza fisica ≠ appagamento

Portare il cane a “sfogarsi” non basta.Camminare è importante, ma non è sufficiente per un cane come il Lagotto.

Il Lagotto ha bisogno di:

  • risolvere problemi

  • concentrarsi

  • usare l’olfatto

  • collaborare

È questo che lo rende un cane equilibrato.



Il lavoro non è sfruttamento

Spesso il concetto di “cane da lavoro” viene visto con sospetto, come se significasse sfruttamento. In realtà, per molte razze, il lavoro è benessere.

Lavorare non significa costringere, ma:

  • dare uno scopo

  • offrire un’attività coerente

  • rispettare la natura del cane

Un Lagotto che lavora (in qualsiasi forma adeguata) è un cane più sereno, più stabile, più presente.



Non serve cercare tartufi per forza

Non tutti devono cercare tartufi. Ma tutti devono offrire un’alternativa equivalente.

Attività basate sull’olfatto, ricerca, problem solving, esercizi di collaborazione sono fondamentali.

Senza questo, il Lagotto resta un cane “in attesa”, che aspetta di fare qualcosa che non arriva mai.



Educare non significa spegnere

Educare un Lagotto non vuol dire renderlo “piatto” o “calmo a tutti i costi”.Vuol dire:

  • insegnargli a gestire l’energia

  • aiutarlo a canalizzarla

  • costruire una relazione basata sulla fiducia

Un Lagotto educato non è spento, è centrato.


La responsabilità di chi sceglie

Scegliere un Lagotto significa scegliere:

  • tempo

  • presenza

  • coinvolgimento

Non è un cane da lasciare solo a lungo ogni giorno, né un cane che “si adatta a tutto”. Si adatta molto, sì, ma non all’assenza di relazione.


Prima di accogliere un Lagotto è giusto chiedersi:

  • ho tempo reale da dedicargli?

  • sono disposto a mettermi in gioco?

  • accetto che non sia sempre “facile”?



Un cane equilibrato nasce da scelte consapevoli

Il Lagotto può essere un compagno straordinario, ma solo se viene rispettato per ciò che è.Ignorare i suoi bisogni non lo rende più semplice, lo rende più difficile da vivere.

Educazione, relazione e attività coerenti sono la base per un cane sereno. Non scorciatoie, non soluzioni rapide, ma responsabilità quotidiana.


Il Lagotto Romagnolo non è un cane da divano.

È un cane che chiede di partecipare, di fare, di essere coinvolto.

Capirlo prima significa costruire una relazione migliore dopo.






 
 
 

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