Maschio o femmina? La domanda più importante è un'altra.
- Selene Spinosa
- 30 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Una delle domande che ricevo più spesso durante le visite in allevamento riguarda proprio la scelta tra maschio e femmina.
Molti arrivano già con un'idea ben precisa.
"Vorrei una femmina perché è più semplice, più obbediente, non litiga con gli altri cani e soprattutto non marca con l'urina."
Oppure:
"Preferiamo un maschio, così evitiamo il calore e le perdite di sangue."
Queste sono alcune delle convinzioni più diffuse e sono assolutamente comprensibili. Ma dare una risposta semplice non è possibile.
Perché, in realtà, credo che la domanda giusta sia un'altra.
Non: "È meglio un maschio o una femmina?"
Ma: "Quale cane è davvero quello più adatto a noi?"
Esistono differenze tra maschi e femmine?
Sì. Esistono.
Ma sono tendenze generali, non regole assolute.
Ogni cane è un individuo.
Ed è proprio qui che nasce il grande equivoco.
Negli anni ho avuto la fortuna di osservare moltissimi Lagotti: nel mio allevamento, durante il lavoro come educatrice cinofila e negli eventi dedicati alla razza.
E posso dirvi una cosa con certezza.
Non esiste il "maschio tipico" o la "femmina tipica".
Ho conosciuto maschi estremamente tranquilli, riflessivi e collaborativi.
Maschi indipendenti, altri molto legati alle persone.
Maschi interessati alle femmine e altri quasi indifferenti.
Maschi che convivono serenamente con altri maschi e altri che fanno più fatica.
Ho visto maschi che marcano ogni angolo della strada.
Ma ho conosciuto anche molte femmine che marcano con l'urina, alcune addirittura sollevando la zampa. Sì, succede anche questo.
Allo stesso modo ho incontrato femmine molto tranquille e altre instancabili, femmine socievoli con tutti e altre che hanno bisogno di più tempo per accettare un'altra cagna.
Così come ho visto soggetti molto collaborativi... e altri decisamente più autonomi.
Sia maschi che femmine.
Capite quindi quanto sia difficile racchiudere il carattere di un cane semplicemente nel suo sesso?
Le generalizzazioni rischiano di creare un'immagine della razza che spesso non corrisponde alla realtà.
Il sesso può influenzare alcuni aspetti, ma non determina automaticamente il carattere di un cane.
La domanda che faccio sempre alle famiglie

Quando una famiglia viene a trovarci, raramente la prima cosa che chiedo è:
"Preferite un maschio o una femmina?"
Preferisco conoscere prima le persone.
Come vivete?
Quanto tempo potete dedicare al cane?
Che attività immaginate di condividere?
Avete già esperienza con altri cani?
Cercate un cane tranquillo o molto sportivo?
Desiderate un compagno molto collaborativo oppure un soggetto più autonomo?
Solo dopo aver compreso il vostro stile di vita iniziamo a osservare i cuccioli.
Perché potrebbe anche accadere che, in quella cucciolata, il cucciolo davvero adatto a voi... semplicemente non ci sia.
E va bene così.
Lo dico spesso: Il cane perfetto non esiste.
Esiste il cane più adatto a quella famiglia, in quel momento della sua vita.
Che cosa osserviamo nei nostri cuccioli?

Ogni cucciolo, crescendo, ci racconta qualcosa di sé.
Il nostro compito è imparare ad ascoltarlo.
Osserviamo:
come affronta una novità;
quanto tempo impiega a recuperare dopo un'incertezza;
come utilizza il naso;
come cerca la relazione con le persone;
come gioca;
come affronta piccoli problemi;
come reagisce ai nuovi stimoli;
quanto è curioso;
quanto è intraprendente;
quanto è riflessivo.
Sono tutte informazioni preziose.
Molto più preziose del colore del mantello o del sesso.
Perché non lasciamo scegliere il cucciolo solo in base al colore o al sesso?
Perché scegliere un cane significa scegliere un compagno di vita.
Se ci fermassimo soltanto a:
maschio o femmina;
colore;
aspetto estetico;
rischieremmo di trascurare ciò che influenzerà davvero la convivenza per i prossimi quindici anni.
Per questo il nostro metodo non si basa semplicemente sul "scegliere il cucciolo più bello".
Cerchiamo invece di costruire l'abbinamento più equilibrato possibile tra il carattere del cucciolo e la famiglia che lo accoglierà.
La domanda più importante
Forse la domanda non dovrebbe essere: "È meglio un maschio o una femmina?"
Ma piuttosto: "Quale cucciolo potrà vivere al meglio con noi?"
È questa la domanda che guida il nostro lavoro ogni giorno.
Perché allevare, per noi, non significa soltanto far nascere dei cuccioli.
Significa conoscere ogni singolo cane, comprenderne il carattere e accompagnare ogni famiglia verso la scelta più consapevole possibile.



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