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Come scelgo le famiglie dei miei cuccioli

  • Selene Spinosa
  • 20 mag
  • Tempo di lettura: 3 min
Osservazione, carattere, compatibilità e responsabilità nella costruzione di un buon abbinamento

Se il cane perfetto non esiste, allora diventa fondamentale cercare l’abbinamento più adatto possibile tra cane e famiglia.


Ed è proprio da qui che nasce il mio modo di lavorare.


Per chi cerca uno dei nostri cuccioli, la scelta non può essere fatta soltanto “di pancia”: il più bello, il colore preferito, quello più espansivo o quello che dorme tranquillo in un angolo.


Un cucciolo visto per pochi minuti racconta solo una piccola parte di sé.


Da quando nasce a quando lascia il nostro allevamento, il suo carattere non compare per magia: si costruisce e si rivela giorno dopo giorno, anche ai nostri occhi.


Ogni cucciolo ha una sua individualità che osservo quotidianamente.


Una sua sensibilità.

Una diversa capacità di recuperare dallo stress.

Una propria iniziativa e capacità di adattamento.

Una maggiore o minore indipendenza.

Una ricerca della persona più intensa oppure più autonoma.


Ogni cucciolo ha un proprio livello di energia, motivazioni diverse, interessi differenti e modi unici di vivere il mondo.


Ed è proprio questo che lo rende un individuo.


Per questo, per me, è fondamentale capire anche cosa cercano davvero le famiglie.


Quali aspettative hanno?

Che tipo di Lagotto stanno immaginando?

Quanto tempo reale possono dedicare al cane?

È la loro prima esperienza oppure conoscono già la razza?


Cerco di capire anche lo stile di vita:

una famiglia ama stare all’aria aperta, fare esperienze in natura, oppure vive principalmente una quotidianità cittadina?


Osservo l’energia familiare:

chi si occuperà davvero del cane?

Ci sarà una gestione condivisa oppure il peso ricadrà su una sola persona?


E ancora più importante:

la famiglia è davvero pronta ad ascoltare i bisogni reali del cane, anche quando sono diversi dalle aspettative iniziali?


Perché vivere con un cane significa anche affrontare difficoltà, momenti di crescita, paure, cambiamenti e adattamenti reciproci.


Un cane, dal momento in cui nasce, è già un essere vivo con una propria individualità e un carattere di base.


Ma quel carattere non rimane immobile: evolve continuamente anche in base all’ambiente in cui cresce, alle esperienze che vive e alla relazione che costruiamo con lui.


Ci saranno momenti semplici e altri più delicati.


Il cambio dei denti.

L’adolescenza.

Le insicurezze.

Le fasi di crescita in cui sembra cambiare improvvisamente.


Un cane percepisce profondamente anche il nostro stato emotivo e può reagire positivamente oppure assorbire tensioni, incoerenze e difficoltà.


Poi arriva l’età adulta, dove spesso tutto ciò che abbiamo costruito insieme inizia davvero a stabilizzarsi.


E infine arriva la fase più delicata: la vecchiaia.


Quel momento in cui, in qualche modo, tornano fragilità che ricordano un po’ l’inizio della vita.


Ed è proprio lì che spesso hanno ancora più bisogno di noi.


Per questo credo sia importante chiedersi non solo se desideriamo un cane, ma se siamo davvero disposti ad accompagnarlo in tutte le fasi della sua vita.


Non cerco la famiglia “perfetta”.


Cerco la famiglia più compatibile con quel determinato cane.


Io cerco di fare del mio meglio per entrambi, ma la relazione non finisce nel momento dell’affido.


Anche il miglior abbinamento può andare in difficoltà se nella quotidianità mancano coerenza, ascolto e relazione.


Ed è anche per questo che, alcune volte, dico no.


Se sento che non ci sono le condizioni giuste per entrambi, oppure che non è il momento adatto, preferisco consigliare di aspettare.


Perché affidare un cucciolo non significa semplicemente trovare qualcuno che lo desideri.


Significa cercare il posto in cui quel cane possa essere davvero compreso, guidato e rispettato per ciò che è.


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