Epilessia nel cane e nel Lagotto Romagnolo
- Selene Spinosa
- 7 gen
- Tempo di lettura: 5 min
Capire le differenze, riconoscere le cause e fare chiarezza sull’epilessia giovanile

L’epilessia nel cane è un argomento complesso e spesso fonte di grande preoccupazione per i proprietari. Il termine viene utilizzato in modo generico, ma è importante chiarirlo fin da subito: un attacco epilettico non è una malattia, è un sintomo. È un segnale che indica che qualcosa, a livello del cervello o dell’organismo, non sta funzionando correttamente.
Le cause che possono portare a una crisi epilettica sono molteplici e molto diverse tra loro. Per questo motivo è fondamentale distinguere le varie forme, evitare generalizzazioni e comprendere quali situazioni siano realmente di origine genetica e quali no.
In neurologia veterinaria moderna, le crisi epilettiche vengono infatti classificate in tre grandi categorie:
crisi reattive (secondarie a problemi metabolici o tossici),
crisi strutturali (legate a lesioni o malattie del cervello),
epilessia idiopatica, diagnosticata per esclusione quando non si identifica una causa specifica.
Che cos’è un attacco epilettico
Un attacco epilettico è un’alterazione improvvisa dell’attività elettrica del cervello. I neuroni iniziano a trasmettere segnali in modo disordinato e il cane perde temporaneamente il controllo del corpo.
Una crisi può manifestarsi con:
tremori o convulsioni
rigidità muscolare
caduta su un lato
movimenti a pedalare
salivazione abbondante
perdita di urina o feci
una fase di confusione o disorientamento dopo l’episodio
L’intensità e la durata possono variare molto da caso a caso.
Le principali cause di crisi epilettiche nel cane
Epilessia genetica con mutazione identificata
In alcune razze canine sono state individuate mutazioni genetiche precise che causano forme specifiche di epilessia. In questi casi:
la causa è nota
esiste un test genetico affidabile
la trasmissione è prevedibile
la prevenzione in allevamento è possibile
👉 Questa è la categoria in cui rientra l’epilessia giovanile del Lagotto Romagnolo.
Epilessia idiopatica
È la forma più comune nel cane adulto. In questi casi:
si sospetta una base genetica
ma i geni responsabili non sono noti
non esiste alcun test genetico
la diagnosi avviene per esclusione
Compare generalmente tra 1 e 5 anni di età. Il cane è clinicamente sano tra una crisi e l’altra e spesso necessita di terapia farmacologica a lungo termine se le crisi sono frequenti.
Quando le crisi sono frequenti o severe, può essere necessaria una terapia farmacologica a lungo termine, il cui obiettivo non è la guarigione, ma la riduzione della frequenza, della durata e dell’intensità degli episodi, migliorando la qualità di vita del cane e della famiglia. La terapia deve essere sempre personalizzata e monitorata nel tempo dal veterinario.
👉 È fondamentale chiarire che questa forma NON è prevenibile tramite test genetici, nemmeno nel Lagotto Romagnolo.
Malattie del cervello (non genetiche)
Crisi epilettiche possono derivare anche da:
meningiti o encefaliti
infezioni virali o batteriche
toxoplasmosi o neosporosi
tumori cerebrali (più frequenti nei cani anziani)
traumi cranici
In questi casi la crisi è una conseguenza di un danno o di un’irritazione del tessuto nervoso.
Avvelenamenti e intossicazioni
L’attacco epilettico può essere il primo segnale di un’intossicazione. Tra le cause più comuni:
micotossine (cibo ammuffito, crocchette vecchie o conservate male)
funghi velenosi
muffe presenti in ambiente naturali, boschi o dregradazone di foglie
veleni per roditori
farmaci per uso umano ingeriti accidentalmente
piante tossiche
alimenti come cioccolato, xilitolo, uva, cipolla
diserbanti
effetti collaterali a farmaci per cani es. come repellenti parassiti
Queste situazioni richiedono intervento veterinario immediato.
Problemi metabolici o organici
Alcuni squilibri dell’organismo possono provocare crisi:
ipoglicemia
insufficienza epatica (es. shunt portosistemico)
squilibri elettrolitici
insufficienza renale
In questi casi, risolvendo la causa primaria, le crisi possono scomparire.
Epilessia giovanile nel Lagotto Romagnolo
L’epilessia giovanile del Lagotto Romagnolo è una condizione genetica ben definita, diversa da tutte le altre forme sopra descritte.
Compare tipicamente tra le 5 e le 9 settimane di vita e può manifestarsi con:
tremori generalizzati
crisi epilettiche
difficoltà transitorie di coordinazione
Nella maggior parte dei casi ha un decorso benigno e tende a risolversi spontaneamente con la crescita, anche se ogni cucciolo deve essere seguito e valutato dal veterinario.
È importante sottolineare che il Lagotto Romagnolo, come tutte le razze, può sviluppare anche epilessia idiopatica o crisi secondarie non genetiche, non identificabili tramite test.
La causa genetica
È stata identificata una mutazione specifica (gene LGI2) responsabile di questa forma. La trasmissione è prevalentemente autosomica recessiva:
Clear (N/N): cane sano, non portatore
Portatore (N/Mut): clinicamente sano, può trasmettere la mutazione
Affetto (Mut/Mut): manifesta la malattia
👉 Grazie a questo test, oggi la prevenzione in allevamento è possibile, senza escludere indiscriminatamente i portatori, ma utilizzandoli in modo responsabile.
Cosa è importante chiarire
I test genetici disponibili per il Lagotto riguardano esclusivamente questa forma di epilessia
Nessun test può escludere l’epilessia idiopatica
Nessun allevatore può garantire l’assenza totale di crisi epilettiche per tutta la vita del cane
La trasparenza su questi punti è fondamentale per evitare false aspettative e incomprensioni.
Cosa fare se un cane ha una crisi
mantenere la calma
non mettere le mani in bocca al cane
allontanare oggetti pericolosi
controllare la durata della crisi
se supera i 3–5 minuti → veterinario immediato
se è la prima crisi → visita veterinaria
se si sospetta avvelenamento → urgenza assoluta
fare un video da mostrare al veterinario
Un attacco epilettico non significa automaticamente che un cane sia epilettico.Capire la causa è l’unico modo per curare correttamente e per evitare paure inutili.
Nel Lagotto Romagnolo esiste una forma genetica ben conosciuta e testabile. Questo rappresenta un grande passo avanti per la salute della razza, ma non autorizza promesse assolute.
La genetica è uno strumento potente, non una garanzia totale.Informare in modo corretto è parte integrante dell’allevare con responsabilità.
Come allevamento, crediamo che selezionare responsabilmente significhi anche informare in modo corretto, senza semplificazioni e senza promesse irrealistiche. Questo articolo nasce con questo obiettivo.
Questo approfondimento fa parte di una serie dedicata alla salute e alla genetica nel Lagotto Romagnolo. Per una visione generale consigliamo la lettura dell’articolo “Genetica e salute nel Lagotto Romagnolo”.
### Bibliografia scientifica
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