Hira e Loky il passaggio del testimone...
- Selene Spinosa
- 15 feb 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 1 gen
Quando scegliere significa unire cuore, genetica e responsabilità

Nel maggio del 2018, dal nipote di Zac, nacquero sei Lagottini: quattro maschi e due femmine. Tra loro c’erano Hira e Loky. All’epoca non immaginavamo quanto avrebbero rappresentato per la nostra storia.
Dovendo scegliere tra le due femmine, la mia prima scelta fu Hira. I parametri erano chiari: morfologia, salute, carattere. Il fatto che somigliasse fisicamente a Scila fu solo una coincidenza, anche se lo ammetto, mi faceva piacere. Ma allevare significa spesso andare oltre ciò che piace.
Questo, nel tempo, è stato anche motivo di confronto con mio padre, che ha sempre ragionato molto con il cuore. E il cuore serve, eccome. Così, se io avevo scelto Hira, lui scelse Loky, soprattutto perché gli ricordava Zac. Anche in questo caso, i test di salute e carattere gli diedero ragione.
Non mi aspettavo però che volesse tenere anche un maschio. E invece, intorno al primo mese di vita, mi disse che Loky sarebbe rimasto con noi.
Fin dal primo giorno Hira e Loky erano inseparabili. Sempre insieme, a giocare e a dormire. In ogni cucciolata si formano legami forti, ma il loro era qualcosa di speciale. Crescevano appiccicati, pur socializzando con tutti.
Era meraviglioso osservare Zac e Scila, bisnonni, insieme ai pronipoti. Sembrava di guardare uno specchio nel tempo: stessi tratti, stesse espressioni. Ovviamente crescendo svilupparono caratteri completamente diversi, come è giusto che sia. Erano la loro versione 2.0, migliorata sotto alcuni aspetti, con nuovi pregi e nuovi difetti.
Hira è dolcissima come Scila, di cui ha ereditato lo sguardo e le espressioni. È più piccola, ma molto più proporzionata e muscolosa. Ha un carattere sicuro, veloce nel ragionamento, e nello stile di cerca sul tartufo ricorda molto Zac.
Loky, invece, è il suo opposto. Fisicamente richiama Zac in modo impressionante, soprattutto nella freccia bianca sul petto e nei movimenti. Caratterialmente è più docile e collaborativo, ma anche più insicuro. Nella cerca, però, è Scila pura: preciso, metodico, con uno stile impeccabile. Non ha mai sviluppato un grande riporto, ma compensa fermandosi perfettamente sulla buca a richiesta.
Crescevano nella nostra Banda Lagotti circondati da bisnonni, nonni, genitori e zii. Sembrava tutto troppo perfetto.
Poi arrivò il “ma”.
Nel 2018 scoprimmo che Scila era gravemente malata. Eravamo preparati all’idea di perderla. Non lo eravamo affatto a quello che accadde poco dopo. Nel dicembre dello stesso anno Zac venne a mancare improvvisamente. Due settimane dopo, nel gennaio 2019, Scila lo raggiunse. Erano stati una coppia per tutta la vita.
Fu un colpo durissimo, soprattutto per mio padre. Zac era entrato nella sua vita in un momento difficile. Avevano condiviso tutto: boschi, silenzi, quotidianità. Erano in simbiosi. Anche per me fu devastante, ma il dolore non si manifesta mai allo stesso modo per tutti.
In quel momento Hira e Loky avevano sette-otto mesi. Avevo già capito che erano soggetti straordinari. Avrei dovuto fare le lastre preventive alle anche, ma non me la sentii. Allevare è difficile: non puoi ragionare solo con il cuore, ma nemmeno senza. Se un soggetto non è idoneo alla riproduzione, non va impiegato. Questo è un principio per me non negoziabile.
Ma dopo quello che avevamo vissuto, sapevo una cosa: li avrei tenuti comunque. Anche se non avessero potuto far parte del progetto riproduttivo.
Le lastre e i test ufficiali arrivarono più tardi. Entrambi risultarono perfetti: anche, gomiti, test genetici. Nulla era scontato, e non lo è mai.
Mi piace pensare che Zac e Scila abbiano aspettato. Che abbiano visto nascere i loro eredi e abbiano passato il testimone. So bene che i cani non ragionano come noi, ma a volte la vita sembra raccontare una storia più grande.
Hira e Loky rappresentano questo: il futuro che nasce dal rispetto del passato.
Nel prossimo articolo parlerò di genetica, test e delle malattie del Lagotto Romagnolo. Perché dietro ogni scelta emotiva, in un allevamento serio, deve esserci sempre anche conoscenza.





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